Datemi una bussola - 10 di 16

Certi insegnamenti vengono dati per scalfire le nostre certezze, per poi costruire qualcosa di nuovo. Si racconta di come venne scelto il nuovo patriarca di un monastero: tutti i monaci furono chiamati a scrivere una frase che sintetizzasse bene gli insegnamenti Buddhisti, alla fine un gruppo di saggi venuti dagli altri monasteri avrebbe scelto la frase migliore. Un anziano monaco aveva scritto: "La mente è uno specchio su cui si deposita la polvere, e bisogna tenere pulito lo specchio". Sembrava destinato alla vittoria ma uno degli ultimi fu un giovane monaco che scrisse: "E' vero, la mente è uno specchio su cui si deposita la polvere, e bisogna tenerlo pulito, solo che non c'è nessuno specchio, non c'è nessuna polvere". Quel giovane monaco era Huìnéng, che divenne così il Sesto Patriarca della Dinastia Zen. Si dice che pochi giorni prima, mentre stava lavorando nella sua bottega di artigiano, udì un monaco recitare nella strada il Sutra Del Diamante, e lo capì subito, mentre io probabilmente lo capirò tra dieci vite.ScrittaTibet001

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Tante volte si trovano insegnamenti che sembrano molto convincenti, solo che alla fine il maestro scrive: "Ho detto così per farmi capire, ma non è proprio così". Quando ad esempio si parla della sofferenza, viene distinta in due grandi categorie: quella naturale (che dipende da malattie, vecchiaia, e da tutte le disgrazie che ci possono capitare) e quella autocreata (che dipende dal nostro modo di reagire alla circostanze). Poi alla fine del capitolo, quando il lettore pensa di aver capito, il maestro scrive: "Comunque col tempo capirete che tutta la sofferenza è autocreata". Allora si posa il libro e ci si prende una pausa.ScrittaTibet002DatemiUnaBussola2

Uno dei metodi più usati per calmare la mente è la concentrazione su un oggetto. Quello più utilizzato è il respiro, ma si può portare l'attenzione sul cielo, il canto degli uccelli, o qualsiasi cosa possa calmare pensieri ed emozioni. Così si nota come i fenomeni mentali siano temporanei ed inconsistenti, fino a vedere un barlume di quella luminosa mente naturale che c'è sotto i pensieri in cui siamo normalmente coinvolti. Poi alla fine della spiegazione il maestro dice: "Voi avete l'impressione che ci sia un soggetto che si concentra su un oggetto per calmare la mente, ma in realtà non c'è nessun soggetto e nessun oggetto, c'è solo un'esperienza". Spesso si resta disorientati, ci vorrebbe proprio una bussola.ScrittaTibet000BDatemiUnaBussola3

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